Intestardendosi nello studiare

Pochi giorni or sono, l’Huffington Post (che, ammettiamolo, non è in cime alle mie letture quotidiane), ha fatto un articolo intitolato Fare ricerca è un lavoro, non un’infamia. E va messo in curriculum.

Che mi pare un titolo abbastanza esplicito – la ragione del pezzo: l’opinione, ventilata da più parti, che un PhD sia una certificazione di incapacità lavorativa…

“Un Dottore di Ricerca è una persona che ha voluto ritardare l’ingresso nel mondo del lavoro il più a lungo possibile, intestardendosi nello studiare. Studiare invece di lavorare, magari fino a 28, 30 anni. Insomma, non c’ha voglia di fare un cazzo. Non ha esperienza, non ha esperienza nel mondo del lavoro, non sa lavorare, non sa inserirsi in un contesto aziendale”

Intestardendosi nello studiare.
Eh, già. Continua a leggere

In attesa della neve

Non nevica.
Questo sta causando una certa irritazione nelle loclalità sciistiche – il telegiornale, sempre attento ai problemi della nazione, dedica ampio spazio al dramma di coloro che, nel weekend lungo, non potranno sciare a Bardonecchia e località affini.

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Ottimistiche previsioni ci confermano tuttavia che potrebbe cominciare a nevicare nel pomeriggio, quindi chissà, non tutto è perduto. Continua a leggere

Una fetta di panettone, finché potete

L’avete vista la pubblicità del panettone Tre Marie?
Se non l’avete vista, ve la faccio vedere io…

Se persino i pubblicitari si sono accorti che son finiti i soldi, è chiaramente segno che le cose stanno andando male.
E da queste parti basta farsi un giro per Nizza, a guardare vetrine di negozi chiusi, o per le strade della campagna, costellata di capannoni abbandonati, per rendersi conto che quel panettone è un segnale, ma non è il primo e non è il più forte.
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Lo strano caso dell’autrice di chick lit

L’avete sentita la storia di Toni Aleo?
Se non l’avete sentita, ve la racconto io.

Toni Aleo è un’autrice autoprodotta americana – scrive romance, o se preferite chick lit, che a voi può piacere oppure no (a me non piace) ma non è quello il punto.

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Toni Aleo è un’autoprodotta di lusso – nel senso che appariene a quella fascia di autori autoprodotti che hanno ormai un mercato che rivaleggia con quello degli autori pubblicati tradizionalmente. È stata nella lista dei best seller del New York Times e di USA Today.

Il suo ultimo romanzo si intitola Laces & Lace, si vende per quattro dollari e novantanove (circa quattro euro) e un dollaro va ad una associazione per la ricerca sul cancro.

E a questo punto succede una cosa abbastanza strana. Continua a leggere

Philae e il derriére di Coccodé

Oggi al bar parlavano tutti di Philae, la robosonda del progetto Rosetta.

La cosa mi ha sorpreso non poco – considerando che la discussione standard qui in paese verte o sulle tasse, o sul calcio, o sul culo di una giovane donna soprannominata Coccodé, il fatto che improvvisamente si parlasse di un progetto di esplorazione spaziale pareva davvero una di quelle cose stile Twilight Zone.
Sono andato al supermercato, ed all’altezza del passaggio a livello della Bazzana sono penetrato in un universo parallelo in cui anche i bifolchi discutono di scienza.

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Poi la cosa si è normalizzata – si parlava di Philae perché il robot è atterrato nel posto sbagliato, la missione rischia di andare a gambe all’aria, hanno sbagliato i calcoli.

Rientriamo nella normalità – da bravi italiani, ci appassioniamo ai fallimenti degli altri. Continua a leggere

Scrittura e Cultura

244.bOggi e domani, a Nizza Monferrato – che sarebbe per noi che stiamo a Castelnuovo Belbo ciò che New York è per chi abita in New Jersey – si tiene Libri in Nizza.
La presentazione del’iniziativa specifica…

Il tema, sul quale si è sviluppata la proposta di quest’ anno, è da ricercarsi sui diversi linguaggi del libro e della cultura, la capacità di compenetrazione delle varie espressioni artistiche e non solo, i nuovi mezzi di comunicazione come il web, i social network accanto al supporto cartaceo, al video, alla fotografia.

Abbastanza curiosamente – o forse no – il depliant della manifestazione non parla di ebook, né mi pare ci siano spazi dedicati agli autori/editori ed agli autoprodotti.
Si parlerà però un sacco del 50° sito UNESCO, di paesaggio vitivinicolo, di comunicazione e promozione. Ci saranno presentazioni (poche) di case editrici tradizionali.
Non si parlerà di libri autoprodotti, non se ne presenteranno. Continua a leggere