Circo a Tre Piste

There’s a famous man who’s the idol of every clown
He started the profession and his tricks he handed down
So everyone who has a yen to be a happy man
Calls on Punchinello to help him if he can

Ho sempre provato un grande rispetto per Dino Paul Crocetti, in arte Dean Martin – cantante di classe obbligato a fare l’Italian Boy con canzoncine imbarazzanti, come That’s Amore e Mambo Italiano.

E da alcune ore non riesco a togliermi dalla testa una vecchia canzone di Martin, cero non il vertice della sua produzione – una canzoncina, messa insieme per il film Three Ring Circus, del 19541

Il motivo per cui la canzoncina continua a ronzarmi nel cranio è l’annuncio che il nostro Ministero della Cultura, per valorizzare il patrimonio culturale italiano in occasione del’EXPO 2015, ha aperto un sito web che si chiama Very Bello.

V E R Y   B E L L O

Assediata dai debiti, con un livello di disoccupazione inaudito dai tempi delle guerre puniche, con un disprezzo orgoglioso e sfrontato per qualunque cosa puzzi di cultura, di arte, di intellettuale, l’Italia ha deciso di abbracciare finalmente la sua condizione di Land of the Goodfellas.

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The Sopranos come stile di vita.
Abbiamo abbracciato l’immagine dell’italoamericano cialtrone e simpatico, disonesto a oltranza ma in fondo di buon cuore, aggressivo coi deboli e servile coi potenti che per decenni è stata perpetrata dal cinema.
E non solo dal cinema americano2.
Siamo finalmente, entusiasticamente Il Paese dei Cesaroni.
E cosa possiamo farci – è bello così, vero?
Di più… è very bello.

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Intanto, nelle campagne, si abbattono i capannoni.
Sfitte da sempre, costruite per speculare biecamente grazie a condoni e pastette, queste scatole di calcestruzzo sono rimaste inutilizzate, in attesa, piccole letali bombe ecologiche pronte a scaricare nel terreno sostanze chimiche esiziali, per anni.
Ora bisogna toglierle di mezzo, al fine di incassare i fondi dell’UNESCO, dopo che le colline dell’Astigianistan sono state segnalate come Patrimonio dell’Umanità.
E perciò si abbattono i capannoni, si mimetizzano quelli che si possono mimetizzare, e molti di coloro che li hanno autorizzati, costruiti, finanziati, ora tengono dotte conferenze sulla valorizzazione del paesaggio.
Non che capiscano nulla a riguardo – si limitano aperpetuare leggende improbabili, a lanciare appelli a coscienze civili latitanti, e a dire sciocchezze, ma molto enfaticamente.
Perché c’è in ballo il patrimonio dell’umanità, e loro di quel patrimonio ne vogliono una fetta.
Very bello.

E intanto io penso a Dino Crocetti, ed alla necessità, per chi è bravo – bravo al punto da suscitare l’invidia di Frank Sinatra – di mascherarsi da Italyano per vendersi.

Dobbiamo spingere la cultura italiana. Dobbiamo valorizzare l’italianità.

Ma non ci ricordiamo cosa siano, la cultura italiana e l’italianità – a meno che non ce le spieghi in TV un comico, parlandoci come se fossimo bambini.
E bambini molto molto stupidi.
Troppe parti di quella cultura che siamo stati tanto felici di dimenticare sono state opzionate e marchiate ideologicamente, troppe sono state semplicemente svendute, dimenticate, archiviate come inutili, noiose, troppo intellettuali, difficili, per pochi.
Sarebbe stato necessario contestualizzare, avere una prospettiva storica.
Studiare.
Che orrore.
E allora diciamo Cultura Italiana e pensiamo al Parmigiano, al Chianti, alla Ferrari e alla pizza3.

E intanto abbattiamo i capannoni che abbiamo costruito anche se non servivano a nulla.

È giunto il momento di riappropriarci di ciò che siamo – di tornare ad essere, come Dino cantava profeticamente, the idol of every clown.
Very bello.

E allora celebriamola, la cultura dei Cesaroni, l’italianità dei Goodfellas, la sovranità dei buffoni.
Vai Dino, diglielo tu…


  1. in italiano, Circo a Tre Piste – lo trovate tutto su youtube
  2. ipotesi: la commedia all’italiana, che si proponeva di stigmatizzare i vizi nazionali, è stata interpretata dal pubblico come modello da imitare, non come satira del malcostume. 
  3. per quanto 4 abitanti su 5 di questo pianeta siano fermamente convinti che la pizza sia una specialità americana. 

4 pensieri su “Circo a Tre Piste

  1. la commedia all’italiana, che si proponeva di stigmatizzare i vizi nazionali, è stata interpretata dal pubblico come modello da imitare, non come satira del malcostume

    You win!

    no davvero, di questo io ne sono talmente convinto che ci feci un tema al riguardo ai tempi del liceo… ma si sa che alla fine “beata la ‘gnoranza quando se stà bene de testa de core e de panza” è un po’ il motto italico

  2. Un gran post. In poche parole, dice davvero tanto. L’anglicizzazione forzata, poi, la trovo una delle cose più odiose. In Italia abbiamo Wired, costola della rivista madre americana, che recensisce robe come “le 10 app più smart ddel mese”. Ora, che cavolo vorrà dire “più smart”????

    • Purtroppo il Wired italiano è di una quindicina di tacche al di sotto della controparte yankee.
      Quanto a “più smart” è probabile che un content creator abbia pensato che fosse più cool ed avesse quindi una maggiore presa sul target del magazine, in termini di marketability e wow-factor.
      O qualcosa del genere😉

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