Cinque libri da cinema

Sembrava una cosa facile, sulla carta.
L’idea l’ha avuta la mia amica Lucia, che sta giù nel braccio femminile del Blocco C della Blogsfera: un elenco, una top five di cinque libri da cinema.
No, non di cinema, da cinema – nel senso di cinque libri che verrebbero bene se tradotti in film, che pagheremmo volentieri un biglietto di prima visione per vederli.

Cinque romanzi.
Perché no?
Pareva facile.

Necropolis.

Necropolis-Basil-Copper-Arkham-House-smallIl romanzo di Basil Copper venne pubblicato nel 1980 dalla Arkham House ed è stato recentemente ristampato da Valancourt.
Si tratta di un gotico con elementi ucronici, un mistero vittoriano scritto da uno dei maggiori autori di pastiches sherlockiani.
La Londra vittoriana, un investigatore incaricato di indagare sulla prematura fine del padre di una fascinosa cliente, il cimitero di Brookwood…
Cosa si nasconde sotto (o attorno, o dentro, o dietro) al cimitero? È un orrore sovrannaturale, o solo un orrore psicologico?
Questo è il genere di romanzo che verrebbe bene adattato dagli inglesi, con un cast che non debba simulare l’accento: Colin Firth nel ruolo di Clide Beatty, investigatore privato, Christopher Eccleston nel ruolo del suo incredibile assistente Dotterell, e Rebecca Hall nel ruolo di Angela Meredith.
Alcune scene, come la visita alla labirintica casa di cura sperduta nel nulla nebbioso del Wiltshire, o il gigantesco cimitero che fa da luogo topico del romanzo, sembrano scritti appositamente per essere trasformati in immagini.
Dirigere, ora, questo sarebbe un bel problema – bisognerebbe evitare di fare cose come The Woman in Black, che a voler essere troppo hammer, ha deragliato vagamente.
Ma allora, se ne facciamo un filmone, perché non dare il progetto in mano a Ridley Scott? Serve un senso dei luoghi, per questa storia, la capacità di creare un mondo che è il nostro ma al contempo non lo è.
Sì, datelo a Scott.

The Candlemass Road

966830Opera minore di George MacDonald Fraser (ma solo per popolarità – J.G. Ballard lo considerava il lavoro migliore dell’autore), ambientata sul confine fra Scozia e Inghilterra durante il regno di Elisabetta Prima, Candlemass Road è, a modo suo, un noir – abbandonata da servitori e soldati, lady Margaret Dacre (ovviamente Keira Knightly) deve affidarsi ad un furfante e ladro di polli (Robert Carlyle, altrettanto ovviamente), per tener testa al clan dei Nixon, ben decisi a sacchegiare i possedimenti della donna.
Un noir, un western, un romanzo storico, un cupo romanzo d’avventura con dei dialoghi spettacolari.
Lo potrebbe dirigere Kenneth Branagh, che probabilmente ci si potrebbe anche ritagliare un cameo, e certo apprezzerebbe l’idea di girare un film in costumi elisabettiani.
Deve solo promettere di stare alla larga dalla sceneggiatura.

The Monkey’s Raincoat*

unit74-79Naturalmente, Robert Crais ha detto e ripetuto che mai e poi mai permetterà che la serie di Cole & Pike venga tradotta in pellicola – ma questo è un post sul mio blog, giusto? E allora cosa importa cosa sostiene l’autore?
Elvis Cole è un investigatore californiano che ha deciso molto tempo fa, in Vietnam, che prendersi sul serio non vale la pena.
E quando quello che pareva un semplice caso di persona scomparsa si trasforma in “Rambo va ad Hollywood”, Cole è obbligato chiamare in soccorso il suo socio silenzioso, Joe Pike.
Divertente, ironico, molto ben costruito, il primo romanzo della serie di Cole & Pike è ancora quello che preferisco.
Detto ciò… Hollywood è giovanilistica e stupida, e vorrebbe due ventenni nei ruoli principali, ma ancora una volta, questo è il mio blog, questo è il mio film: Hugh Jackman è Joe Pike, Brendan Fraser è Elvis Cole.
E tanto per alzare la posta, quel tale, Brian De Palma, dirige ancora, vero?

Little, Big

Little_Big_novel_cover“Il miglior romanzo fantasy mai scritto. Punto.” secondo Thomas Disch, il libro di John Crowley è molto probabilmente impossibile da filmare. ha un cast enorme. Una trama intricatissima.
Con la sua miscela di storia delle fate, omaggio ad autori come Carroll e Nesbitt, ma anche con elementi distopici e una vena di critica sociale e politica, la saga della famiglia Drinkwater non ha grandi esplosioni d’azione, richiede un uso sottile degli effetti speciali.
È giocato sui dialoghi, sulle interpretazioni.
Poi, sì, certo, la stampa lo descriverebbe cone “Il Cloud Atlas del Fantasy”, ma chissenefrega – come diceva Zappa? Gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere.
Ma dal romanzo di Crowley verrebbe fuori un film lungo, lento, profondo.
Non permettete a Peter Jackson di avvicinarsi alla sceneggiatura.
Chiamate Terrence Malick, e dategli carta bianca sul cast, e tempo.

Take Back Plenty

cg_takeSarebbe ora che Joss Whedon ci facesse un buon film di fantascienza, non credete?
E allora ecco qui il primo dei tre romanzi della serie di Tabitha Jute, opera del grande – e sottovalutato – Colin Greenland.
In un sistema solare che è stato acquistato all’ingrosso da una superpotenza aliena, Tabitha Jute si arrabatta come comandante della bagnarola Alice Liddell, sulla rotta fra il sistema solare interno ed il sistema esterno.
A mezza via, Plenty è una stazione spaziale, una sorta di Casablanca dove umani e alieni giocano senza regole – ma è anche una nave spaziale, resto danneggiato e inerte di grande una battaglia fra due misteriose fazioni non-umane in lotta, che hanno usato il nostro sistema solare come campo di battaglia.
E ora, su Plenty, Tabitha Jute ha appena trovato la chiave dell’accensione della vecchia nave da guerra…
Difficile trovare un’attrice adatta alla parte della protagonista. Zoe Saldana è inflazionata, Halle Berry non ha esattamente un buon track-record come protagonista. Forse Rosario Dawson potrebbe spuntarla.
E poi un budget colossale per gli alieni, e gli effetti speciali.
E teniamoci pronti per i sequel…

Seasons-of-Plenty-Colin-Greenland-small

E sì, certo, ci vorrebbe anche un outsider, vero?
Ma del fatto che, criminalmente, nessuno abbia ancora tratto un film da Shambleau, di Catherine Lucille Moore, ne abbiamo già parlato.

—————————————————————-
* Scopro con orrore che il romanzo, che credevo inedito nel nostro paese, è uscito, invece, nei Gialli Mondadori, col titolo di Corrida a Los Angeles. Evito qualunque commento.

5 pensieri su “Cinque libri da cinema

  1. Pingback: Libri da cinema: 5 suggerimenti | Recensioni amichevoli

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...