Fuoco dal cielo

È il momento delle energie alternative.
Il che, egoisticamente, mi potrebbe anche far piacere.
Però, però…

Fatta la legge?
Trovato l’inganno.
La Comunità Europea offre un incentivo per chi vogliaimpiantare dei pannelli solari per contribuire alla riduzione dell’inquinamento?
E allora noi fondiamo un’azienda che opziona ed affitta i terreni dei contadini, ci impianta sopra i propri pannelli solari, e poi incassa gli incentivi ed i proventi della vendita dell’energia.
Bello liscio.

Facciamo due conti.
Un campo da un ettaro coltivato a grano rende al contadino meno di 2000 euro l’anno.
Lo stesso campo, piastrellato a pannelli solari, renderebbe circa 150.000 euro l’anno.
L’azienda si fa avanti, ed offre al contadino 3000 euro l’anno d’affitto, per i prossimi vent’anni.
E ringraziare, che il terreno non è in piano, non è rivolto a sud, è piccolo, ci sono un sacco di vincoli di servitù e poi all’azienda, naturalmente, non è che interessi davvero.
Vabbé, dai, rompiballe di un barotto, mi sei simpatico e mi voglio rovinare, facciamo 3500 l’anno, ma sbrighiamoci.
Tranquillo, tu firma il compromesso, che poi ai papiri ci pensiamo noi.
Il contadino è contento.
L’azienda, naturalmente, anche.

Resta il problema dei permessi comunali.
ma guardacaso l’azienda, prima di sguinzafgliare i propri cacciatori di teste sul territorio comunale, ha privatamente contattato il sindaco, offrendosi di affittare un suo fazzoletto di terra per, diciamo 5000 euro l’anno per ettaro, per i prossimi vent’anni.
Ed il sindaco, come privato cittadino, ha tutto il diritto di sottoscrivere gli accordi che preferisce.
Ma quando dovessero sorgere problemi di permessi…

E se poi i villici si imbizzarriscono, ma come, a te cinquemila, a me tremila, gli si può sempre far presente che se si fossero svegliati prima, avrebbero certo scucito prezzi migliori, si sa che ad arrivare per ultimi… Ringraziare, che ti offrano ben 3000 euro l’anno per il tuo piccolo terreno scosceso e male orientato…

Ma potremmo fare anche meglio.
Potremmo avere un parente stretto dei dirigenti comunali fra i dirigenti della nostra azienda.

Conflitto d’interessi?
Ma non scherziamo! Chi mai è stato processato per un conflitto d’interesse in questo paese?

Poi arrivano i veri rompiballe.
Gli animalisti.
I verdi.
Gli slowfooders.
La Finanza.
Ed allora un sacco di parole, di questioni, di processi…

Alla fine, il risultato è avvilente.
L’ambiente, al quale nessuno ha mai pensato fin dall’inizio, rimane nelle condizioni di partenza.
L’energia continuiamo a comperarla dai francesi, che la producono in centrali nucleari a ridosso dei nostri confini (mercì!)
I pannelli solari rimangono costosissimi e sottosfruttati – costano di meno e ce ne sono di più in Germania.
La potenziale risorsa di una produzione nazionale di pannelli non viene neppure presa in considerazione – continuiamo a comprare quei pochi dalla Germania.
La Comunità Europea ci disprezza (e ci multa).

E l’energia solare rimane una curiosità, guarda, una villetta coi pannelli solari!, ed è, a ben guardare, una risorsa profondamente inefficiente.
Lo aveva spiegato O’Neill nel 1978.
L’energia solare bisogna andare a prendersela dove ce n’è tanta, 24 ore su 24, e senza l’interferenza dell’atmosfera.
Ma a Gerard O’Neill nessuno ha mai dato retta.
Idioti.

Un pensiero su “Fuoco dal cielo

  1. Pingback: L’occasione mancata del solare locale « Fra le Province

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