Calore & Energia

È arrivato l’autunno, e la temperatura è crollata – 10/15 gradi in 10/15 giorni.

La catapecchia ha un impianto di riscaldameto ibrido – camino a legna più radiatori a gas.
Il trucco è ottimizzare i due sistemiin modo da avere sempre una temperatura piacevole senza spendere un capitale esenza bruciare quintali di legna.

Cominciamo col piazzare un paio di termometri in giro per casa, per farci un’idea di che morte ci toccherà morire.
Prendiamo in considerazione gli ambienti ed il diverso uso che ne faremo.

È un fatto positivo che la grande cucina-soggiorno e la biblioteca condividano il focolare, la cui canna fumaria va a riscaldare la mia stanza da letto – ciò significa che le due stanze più abitate durante il giorno possono essere scaldate a legna, ed essendo la casa rivolta a sud, il calore necessario sarà modesto.
Col calare della sera, si può passare ai termosifoni a gas, regolandone con cura i timer in modo da evitare di soffocare nottetempo e congelare alla mattina.
Se i tempi di accensione dipendono dalle nostre abitudini personali, la durata dell’accensione dipenderà dalla cubatura delle stanze.

Scaldando a legna, sarà assolutamente indispensabile areare con frequenza gli ambienti, o finiremo con l’emergere a primavera con addosso l’odore tipico degli affumicati.
Già che ci siamo, ricordiamoci che la cenere è un attimo complemento per la fertilizzazione dell’orto – possiamo dotarci di uno strumento adatto per rimuoverla quando le braci si estinguono, e conservarla nel capanno con attrezzi e sementi.

Contrariamente all’opinione della nostra nonna, le tendine di pizzo alle finestre sono magari meravigliose ma non sono il meglio in termini di economia termica: un paio di tendoni spessi – oltre a rappresentare una buona alternativa o uncomplemento alle persiane – contribuiscono a mantenere l’ambiente in temperatura, limitando la dispersione attraverso i vetri delle finestre (che sarebbe bene avere doppi, ma non sempre possiamo scegliere).
È anche una buona idea dotarsi di paraspifferi.

Vale la pena a questo punto ricordare il semplice principio sul quale si basa l’economia termica invernale della casa tradizionale giapponese – si scaldano le persone, non l’aria delle stanze.
Un vecchio golf malandato, dei pantaloni di una tuta felpata e un paio di calzettoni sono un abbigliamento estremamente ragionevole nel periodo invernale, ed un plaid può essere d’aiuto nel caso si vogliano fare le ore piccole per leggere o per guardare un film in TV in seconda serata.

In camera da letto, a seconda dei gusti e delle tasche, ci si può regolare sul classico piumino d’oca – che fa molto campagna – o su un più moderno ed artificiale plaid in pile, prodotto con bottiglie riciclate, che fa le scintille quando ci passiamo sopra la mano.
Importante è che la coperta di nostra scelta sia abbastanza larga da coprire bene le falde del letto, senza lasciare spazio a spifferi e intrappolando l’aria calda all’interno.
In casi di emergenza, si può complementare il riscaldamento classico con una borsa di acqua calda (attenti alla chiusura!) sotto alle coperte, a mo’ di scaldino.

Idealmente, la temperatura della stanza dovrebbe essere intermedia fra quella che troviamo più gradita nel nostro letto, e la temperatura esterna.

Powered by ScribeFire.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...