Luce & Energia

L’idea è quella di rendere la vecchia catapecchia quanto più eco-friendly possibile.
Questo non solo per moda (il verde è il nuovo nero – va con tutto) ma anche per dimostrare che è possibile esercitare un certo controllo ed una certa consapevolezza nelle decisioni relative all’economia domestica.

Si comincia in piccolo, naturalmente.
Sia per motivi di spesa (sui quali diremo di più in seguito), sia per evitare di generare traumi.
E si comincia con le luci.

Prime note dolenti – le lampadine a basso consumo (le uniche consentite in Europa dal primo di Settembre) costano un disastro.
In particolare, sembrano particolarmente costose quelle con attacco mignon (in Francia, curiosamente, è il contrario), vale a dire quelle che si usano maggiormente nei lampadari di grandi dimensioni, per i quali cambiare sei o otto lampadine potrebbe significare uscire di un centinaio di euro.
Sarà perciò opportuno – salvo si dovesse incappare in qualche super-offerta – procedere una stanza alla volta, cominciando con quelle più trafficate.
La spesa è un lato inevitabile della faccenda.
Ma ci sono i lati positivi.
In primo luogo, una lampadina da 20 o 40 watt produce la stessa luce di una 100 watt a incandescenza, riducendo al 20% o al 40% il consumo complessivo.
E la vita media di queste lampadine è molto più lunga – in media tre/cinque volte una lampadina ad incandescenza.
I soldi spesi per l’acquisto delle lampadine, vengono perciò rapidamente ammortizzati dalle bollette.

Restano da indagare le lampadine e i sistemi di illuminazione LED, che dovrebbero garantire elevate prestazioni a prezzi tutto sommato modici.

Secondo semplice passo per ridurre il consumo energetico legato all’illuminazione – aumentare il numero di superfici riflettenti nelle stanze.
Pareti intonacate di bianco, mobili chiari, specchi, contribuiscono a rendere meno buio l’ambiente, e quindi rendono necessario un grado di illuminazione minore a parità di risultati.

Terzo – adottare il sistema d’illuminazione a pozza di luce, illuminando dove serve e non in eccesso.
Una lampada a piantana o una abat-jour sistemata in posizione tattica di fianco alla poltrona o al divano garantisce tutta la luce necessaria per leggere dopo cena, e ci risparmia l’incombenza di dover accendere la luce principale inondando tutto l’ambiente di luce (ideale se si sta facendo una festa, molto meno se si legge o se si ascolta un disco).

Quarto, e per il momento ultimo, luci esterne con accensione regolata da sensori di prossimità e alimentazione da celle solari.
Lampade da giardino alimentate a luce solare sono facilmente reperibili presso vivaisti e rivenditori di materiale per giardinaggio e fai-da-te.

Unico problema riscontrato finora con i sensori di prossimità: il Gatto Senza Nome ama giocare con le lampade, accendendole e spegnendole a ripetizione, durante la notte, per la costernazione di grandi e piccini (“le luci si accendono ma non c’è nessuno davanti al cancello!”)

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