I soliti sospetti – Taccole

taccolaLunga e dettagliata lezione, oggi a pranzo, sull’orrido effetto che l’abbondanza di taccole (Corvus monedula) sta avendo sulla campagna.
Scompaiono i piccoli uccelli.
Non è colpa delle polveri e dei trattamenti, viene ribadito, sono quei brutti uccellacci neri che, facendo razzia di uova nei nidi, stanno portando gli uccellini all’estinzione.

[la foto è da hobbyuccelli.it]

Un po’ limitativo, considerando che

La taccola è onnivora, in quanto a volte saccheggia i nidi di piccoli uccelli, predando uova e neonati. Di preferenza comunque si ciba di insetti, specialmente di larve, che a volte raccoglie persino sul dorso degli animali domestici più grossi, e di ogni altro piccolo invertebrato in particolare di topi, così come di frutta e di semi, e se ne ha l’occasione fruga anche tra i cumuli di rifiuti.

[citazione da verdecammina]
Cassata l’ipotesi che in effetti l’utilizzo intensivo e prolungato di anticrittogammici a bassissimo prezzo possa avere qualche responsabilità – la chimica è buona, le taccole sono malvage.
Inutile suggerire l’adozione di spaventapasseri – che fanno tanto campagna felice (o film dell’orrore, a seconda dei vostri gusti ed inclinazioni).
Alcuni abitanti del luogo – ma sono voci – utilizzano come deterrente delle taccole impiccate, appese in punti strategici; ben più efficace – dicono – di una vecchia giacca su due bastoni incrociati, e qualche striscia di carta stagnola.
No, uccelli impiccati, ecco la soluzione.
Ah, i sapori perduti del medioevo!

È indubbio che l’attuale cambiamento climatico – molto più difficile da negare in campagna che in città, per quanto ci si provi, stia portando ad un maggior successo di animalicome i corvidi, a scapito di altre specie.
Ma imputare questi poteri da piaga d’egitto ai poveri uccellacci – che i nostri vicini lombardi, scopro, designano col vezzoso nome dialettale di sgurbàtt – la scomparsa progressiva di passeri e rondini è una semplificazione eccessiva di un problema molto più grave.
Ancora più grave se al contempo si minimizzano gli effetti dei pesticidi e dei diserbanti.

Eppure la convinzione rimane profonda e radicata.
È colpa delle taccole, bestiacce maledette.
E suggerire la lettura di Primavera Silenziosa di Rachel Carson, disponibile con una certa facilità nella traduzione pubblicata da Feltrinelli, viene accolto come il suggerimento di un atto contronatura particolarmente odioso.
E così archiviamo anche uno dei grandi classici nello sviluppo della moderna coscienza ambientale, ed un libro coraggiosissimo con ormai cinquant’anni di storia alle spalle.

Morale della favola: c’è ancora un bel sole, se devi mangiarti un panino, cercati un posto all’ombra invece di fermarti in un bar lungo l’intercomunale.
Si digerisce meglio.

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Un pensiero su “I soliti sospetti – Taccole

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