Certo, come no.

Peccato che tutte le mattine, alle sette e trenta esatte, il mio vicino metta in moto il suo trattore.
Arrivato al cancello del proprio cortile, il vicino (persona degnissima, badate bene), lascia il trattore al minimo, scende dal trattore, arriva al cancello, apre il cancello.
Poi torna al trattore, sale sul trattore, avanza di circa tre metri.
Scende dal trattore, chiude il cancello, e si avvia sulla sua strada per fare ciò che intende fare.

L’intera operazione richiede circa sette-otto minuti, tempo più che sufficiente se – come accade normalmente d’estate – ho le finestre della mia stanza aperte, per saturare la mia stanza da letto di vapori diesel incombusti, il cui odore caratteristico rimane sospeso nell’aria fino alle otto.
È di solito il mio segnale che è ora di scendere in cucina per fare colazione.

Attrno alle undici, il vicino rientra ed esegue l’intera operazione a ritroso – saturando in quei pochi minuti l’aria della cucina con gli stessi vapori aromatici, che persistono fino attorno alle dodici – cioè più o meno fino all’ora di mettere qualcosa in pentola per pranzo.

Non credo esista soluzione.
Ma il luogo comune dell’aria buona rimane un caposaldo fra le banalità dei miei amici torinesi.

About these ads