Neve anche a bassa quota

Lascia un commento

Siamo a 122 metri sul livello del mare, e la situazione è questa…

Perché da voi in campagna c’è un silenzio…

Lascia un commento

Certo, come no.

Si comincia alle tre di notte, due-tre notti la settimana, col figlio adolescente dei vicini che arriva con l’autoradio sparata a 11 e un qualche brano inqualificabile che rimbomba attraverso l’impianto stereo, coi bassi giù a fondo scala per sentire bene la vibrazione come un pungno all’altezza del diaframma.

Il giovinastro arriva, illuminando Via Mazzini coi suoi fari male allineati che sciabolano nel cielo come proiettori dell’antiaerea e procede a fare manovra per parcheggiare – non è apace, e il rischio che al rimbombo del maga-basso dello stereo si sovrapponga lo stridio della lamiera sulla lamiera è drammaticamente reale.

L’arrivo del padrone scatena l’entusiasmo del botolo di casa, che come tutti i bravi cani di piccola taglia accoglie il giovane con una raffica di latrati acuti e persistenti come colpi di tosse.

L’intera faccenda si chiude attorno alle tre e quaranta.

Alle sette, quel sant’uomo del parroco fa partire le campane a schiera, per dieci minuti filati.
La chiesa è a cento metri scarsi da casa mia – è come se il mio letto fosse sulla cima del campanile.

A questo punto, alle sette e trenta, il mio vicino avvia il trattore.
Questa ve l’ho già raccontata.
Arrivato al cancello del proprio cortile, il vicino (persona degnissima, badate bene), lascia il trattore al minimo, scende dal trattore, arriva al cancello, apre il cancello.
Poi torna al trattore, sale sul trattore, avanza di circa tre metri.
Scende dal trattore, chiude il cancello, e si avvia sulla sua strada per fare ciò che intende fare.

Durante l’intera operazione il trattore viene tenuto al mnimo, con una bella vibrazione bassa da terremoto di bassa intensità/trivella petrolifera che mette in vibrazione tutto ciò che non è inchiodato a terra in casa mia.

E d’estate siamo fortunati.
Perché con la stagione fredda, l’accensione del trattore avviene alle sette e dieci, appena finito lo scampanio, e poi la macchina viene lasciata al minimo per una ventina di minuti perché si scaldi.

Sia come sia, alle sette e trenta, il trattore prende la propria strada, lasciandosi dietro il cane di casa – un cagnone giallo malinconico e buono che per alcuni minuti osserva il trattore allontanarsi e poi via Mazzini deserta con l’espressione che dice, “ma mi lasci qui così, dopo tutto quello che c’è stato fra noi?”
E poi comincia ad ululare, tristissimo, in preda alla solitudine.

Per ragioni che ancora mi sfuggono – probabilmente si rompe anche lui dopo un po’ – l’ululare cessa alle otto esatte.

Che è poi più o meno il momento in cui il dirimpettaio – quello col figlio con la macchina con lo stereo assassino – che sta ritrutturando casa, o avvia la betoniera, o comincia a segare piastrelle col flessibile.

Smette attorno alle undici – che è poi l’ora in cui torna il vicino col trattore…

Dalle dodici alle quttordici, il silenzio si potrebbe tagliare col coltello.
Tutti a casa a rimpinzarsi, probailmente.

Attorno alle due-due e mezza riprendono i lavori.
Fino attorno alle cinque.

Quado la band di giovani sciroccati due isolati più in là comincia a fare le prove dei propri pezzi.
Ma nel mio cortile, data la distanza, si sente solo il brontolio monotono della batteria – incuneata pesanemente su un tre quarti fiacco e senza verve alcuna, ma inarrestabile.
Come ogni buon musicista ha ben presente, è necessaria almeno un’ora di esercizi al giorno.

Poi, finalmente, la sera.
Cena.
Tre sere su sette il dirimpettaio dopo i lavori ha amici a casa per cena – grigliatona e drink nel cortile, ma mai comunque fino a dopo le due.

Un’ora dopo, suo figlio torna a casa con lo stereo a manetta…

Perché da voi in campagna c’è l’aria buona…

Lascia un commento

Certo, come no.

Peccato che tutte le mattine, alle sette e trenta esatte, il mio vicino metta in moto il suo trattore.
Arrivato al cancello del proprio cortile, il vicino (persona degnissima, badate bene), lascia il trattore al minimo, scende dal trattore, arriva al cancello, apre il cancello.
Poi torna al trattore, sale sul trattore, avanza di circa tre metri.
Scende dal trattore, chiude il cancello, e si avvia sulla sua strada per fare ciò che intende fare.

L’intera operazione richiede circa sette-otto minuti, tempo più che sufficiente se – come accade normalmente d’estate – ho le finestre della mia stanza aperte, per saturare la mia stanza da letto di vapori diesel incombusti, il cui odore caratteristico rimane sospeso nell’aria fino alle otto.
È di solito il mio segnale che è ora di scendere in cucina per fare colazione.

Attrno alle undici, il vicino rientra ed esegue l’intera operazione a ritroso – saturando in quei pochi minuti l’aria della cucina con gli stessi vapori aromatici, che persistono fino attorno alle dodici – cioè più o meno fino all’ora di mettere qualcosa in pentola per pranzo.

Non credo esista soluzione.
Ma il luogo comune dell’aria buona rimane un caposaldo fra le banalità dei miei amici torinesi.

La vetrina del parrucchiere

Lascia un commento

Nizza Monferrato, Strada Maestra, Notte.

Nizza Monferrato by Night

Lascia un commento

Frigo sociale – primo livello

3 commenti

Settimana di Pasqua.
Cominciano i lavori di rimessa in ordine della catapecchia, cercando di mettere in pratica un po’ ei progetti fatti in fase di trasloco, e poi mai concretizzati.

Primo progetto – ripristinare il vecchio frigorifero.
I tre cassetti del freezer verranno utilizzati per la riserva di surgelati fondamentali, facendo scorta una volta al mese.
Il refrigeratore, invece, verrà destinato alla funzione di frigo sociale, al primo livello.

Un frigo sociale è un frigorifero che contiene una scorta di bibite per quelle occasioni in cui ci piombano in casa una manciata di amici e ci tocca tenerli buoni.

Vediamo di spiegare il principio.
Nell’immaginario popolare, la tavernetta svolge una funzione sociale.
È quel posto ben stoccato di vino e salami in cui ci sistemiamo coi nostri amici per condividere del tempo di qualità smangiazzando e sbevazzando nella penombra.

È illusorio.
Nessuno ha davvero tanti amici, e comunque nessuno ha davvero l’intenzione di farsi periodicamente spolverare le riserve di vino e salumi in nome di una presunta atmosfera conviviale e compagnonevole.

Meglio il frigo sociale.
Il frigo sociale, al primo livello, si presenta come un comune frigorifero, stoccato come segue:
. sei six-pack di birra chiara
. tre six-pack di birra rossa
. tre six-pack di birra scura
. due six-pack di birra analcoolica
. due six-pack di gazzosa
. due six-pack di acqua brillante
. due six-pack di cola
. due bric-pack di succo d’arancia
. due bottiglie di spumante
. sei bottiglie di acqua minerale naturale
. sei bottiglie di acqua minerale gassata

Nel freezer conserviamo anche una bella scatola di cubetti di ghiaccio.

Ecco fatto.
Se ci capita qualcuno a casa all’improvviso, il problema non sussiste.

Nuovamente invisibili

Lascia un commento

Le poste continuano ad avere dei problemi con Via Mazzini 7.
Cresce il numero delle buste rinviate al mittente, dei pacchis comparsi nel nulla.
Tre spedizioni che dovevano essere qui per il 18 del mese non si sono ancora viste.
Quando si tratta di casa mia, ci son periodi nei quali proprio il postino non riesce a trovarla.

Non giova all’intera situazione la frana che da quasi due settimane blocca la strada tra Castelnuovo Belbo e Incisa Scapaccino – considerando che la posta arriva dall’ufficio postale di Incisa, il dissesto idrogeologico va ad aggravare una situazione già grave.

Che poi, dissesto idrogeologico… se come ho visto, la soluzione per sgomberare la carreggiata invasa dalla frana è usare i caterpillar per spingere giù il detrito oltre la scarpata, non c’è da sorprendersi se il dissesto perdura.

Auto & Trattori

Lascia un commento

Io li adoro, gli automobilisti del Monferrato.

Non è il fatto che abbiano una predilezione per automobili dalle dimensioni deplorevolmente compensatorie.
Non è il fatto che guidino ai 110 all’ora su stradicciole di campagna.
Non è il fatto che guidino normalmente a cavallo della linea di mezzeria, come tante macchinine Polystil.
Non è il fatto che per loro Distanza di Sicurezza significhi la sicurezza di infilarsi nel bagagliaio dell’auto che li precede qualora il guidatore dovesse decidere di toccare i freni, e perciò ti si piazzino in coda a tre spanne, facendoti i fari perchè vai maledettamente troppo piano per i loro gusti.
Non è il fatto di considerare la precedenza una cosa per i deboli.
Non è il fatto che i loro fari siano sempre e comunque bloccati sulla posizione abbaglianti.

No, di fatto, per suscitare la mia adorazione, basta il modo in cui parcheggiano.

Come il Triangolo delle Bermude

Lascia un commento

La nota lasciata nella mia cassetta della posta in Via Mazzini 7, Castelnuovo Belbo, mi informa che il pacco destinato in Via Mazzini 7, Castelnuovo Belbo non può purtroppo essere recapitato in Via Mazzini 7, Castelnuovo Belbo perché, a quanto pare, Via Mazzini 7, Castelnuovo Belbo, non esiste.

Ma come …. ?

Gli spiriti degli animali morti

1 commento

La TV ci passa molto vicino…

La trasmissione Mistero è scesa fin qui nel monferrato alla ricerca dell’anima degli animali – forse perché quella degli cristiani non è poi così facile reperirla da queste parti.

Per citare La Nuova Provincia

Gli “spiriti degli animali morti” su Italia 1

“Gli animali hanno un’anima”. Ha cercato di dimostrarlo la trasmissione televisiva di Italia 1 “Mistero”, andata in onda martedì scorso. Daniele Bossari, inviato del programma, ha raccontato il “Giardino degli animali” di Rocca d’Arazzo e da lì, con il “supporto” di una sensitiva e di detective del soprannaturale, ha ricercato gli spiriti degli animali sepolti. Si è parlato in tv anche della figura di Tunen, il Settimino di Incisa Scapaccino, portando le telecamere fin sulla sua tomba.

Chissà che un giorno o l’altro non vengano anceh a Castelnuovo Belbo…

Voci più vecchie

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 85 other followers