Lavori (con Luna calante) 
Preparazione del terreno: se asciutto lavorazione profonda.
Coprire le eventuali aiuole di fragole con pellicola per accelerare la fioritura.
Seminare crescione, favino, spinacio e senape per la concimazione verde.
Eseguire la concimazione di fondo con compost o altro concime organico.
A fine mese mettere a pregerminare in ambiente caldo i tuberi di patata.

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Il miglior punto d’osservazione di casa è una finestra sotto la quale a suo tempo venne sistemato un termosifone a as piuttosto potente.
Starsene a guardar fuori dalla finestradiventa perciò una buona scusa per scaldarsi le ossa nel freddo di casa.
La filosofia di scaldare la persona e non la casa funziona decisamente, ma se davanti al camino o nelle stanze da letto dopo il tramonto il tepore è piacevole, ci sono ancora angoli inquesta vecchia spelonca che oggi non sono andati sopra ai 10 gradi.
Peccato che dalla finestra, in prima battuta, non si veda al momento granché.
Le colline in distanza sono di solito mascherate dalla nebbia.
I cortili dei vicino sono deserti.
La neve sembra destinata a restare qui a lungo.
La piccola stazione metereologica acquistata per ridere da Lidl è completamente congelata.
La vita vegetale è in catalessi, la vita animale è ridotta a due sole istanze
. una gazza, che ogni mattina viene a farsi un giro del cortile, lasciando le sue zampettate sulla neve
. il Gatto Senza Nome, che ogni sera per motivi più chiari a lui che a noi attraversa il cortile facendo accendere tutte le luci automatiche; lui tracce non ne lascia, perché pass arasente al muro, dove la neve non si è depositata.
Non molto da vedere, ma per il tempo di mangiarsi un biscotto, se non altro la vecchia carcassa si scalda contro al termosifone a gas.
poi si torna al lavoro.
Semina (con Luna crescente)
In semenzaio riscaldato: basilico, melanzana, peperone, pomodoro.
A dimora in coltura protetta (ma solo se non si verificano periodi molto freddi): ravanello, rucola, agretto.
Semina (con Luna calante)
In semenzaio riscaldato: lattuga cappuccio.
A dimora in coltura protetta: lattuga da taglio, radicchio, da taglio e da cogliere, valerianella.
Lavori (con Luna calante)
Preparazione del terreno: se asciutto spargere concime ricco di azoto. Preparare il terreno per gli impianti di fragola, concimare e sarchiare la carciofaia e l’asparagiaia. Interrare facelia, senape, spinacio e altre specie per la concimazione verde.

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29 Dicembre, San Davide Re.
Una buona occasione per festeggiare – perché non approfittarne?
E così sono andato nel miglior negozio di Nizza Monferrato e mi sono comperato una nuova teiera.
Quella che usavo a Torino non è sopravvissuta al trasporto, e quindi tutto questo ha quasi un valore simbolico.
Nuova casa, nuova teiera.
Ho optato per una Maxwell & Williams Infusion Teapot, rossa come il peccato e capiente abbastanza per sostenermi con tre tazze di infuso mentre smanetto al computer – mattino, pomeriggio o sera che sia.
Si tratta di una buona teiera in ceramica fine, con un capiente infusore.
Costa pochissimo, e fa il proprio dovere.
In fondo, è solo un onomastico.
[IKEA ha una teiera in pyrex molto economica e piuttosto attraente, in una sorta di style dieselpunk, ma il fatto che abbia un infusore in plastica mi lascia molto molto dubbioso - da cui la scelta della più tradizionale ed appena più costosa M&W]
Prossima operazione – un bel giro in cerca del minimo per rifornire il cassetto del té.
Non mi faccio troppe illusioni sui supermercati locali, ma per lo meno Earl Grey, Prince of Wales e Breakfast della Twinings dovrebbero essere facilmente reperibili.
E magari dell’Indian Chai – che temo troverò solamente in filtri.
Lentamente, torniamo alla civiltà.

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La temperatura si abbassa.
La notte passata, una spolverata di neve ha completato il quadro.
E se il paesaggio ci guadagna – e sarà divertente nel weekend farsi un giro con la macchina fotografica, scaldarsi diventa una priorità.
La prima regola dovrebbe sempre essere quelladi scaldare la persona e non l’ambiente – costa di meno mettere un maglione in più chenon far partire una batteria di radiatori elettrici.
Però ci sono dei limiti.
Ed il caminetto, situato strategicamente nella cucina/soggiorno, è economico, eco-sostenibile e, all’occorrenza, ci permette di cucinare alla brace.
Qualche avertenza.
Evitare se possibile i tronchi artificiali briquet e la diavolina per innescare il fuoco.
Oltre a diffondere in atmosfera una quantità di porcherie chimiche, potrebbero darci dei problemi qualora volessimo utilizzare la brace per cucinare, essendo impregnati di sostanze (tra le altre cose) vagamente cancerogene.
L’esca ideale per il fuoco sono rami e legnetti di piccole dimensioni, ben asciutti.
Project:greenify suggerisce di tenerli per una settimana in una scatola di cartone sopra ad un foglio di plastica, per farli asciugare bene.
Le pigne sono un’alternativa eccellente.
Attenzione a cassette e altri imballi, che potrebero essere impregnati di sostanze inadatte ad essere buttate nel fuoco.

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La temperatura è crollata, le previsioni dicono neve sopra i 400 metri… è ora di organizzarsi.
Da queste parti, una buona nevicata invernale vuol diure qualsiasi cosa da 10 centimetri a oltre mezzo metro di neve. Anche con tutta la buona volontà, quindi, il rischio è quello di restare imbottigliati per un paio di giorni.
Perciò: proviste.
Stccare il freezer di surgelati e fare scorta di scatolame a lunga conservazione.
Un paio di scatole di zuppa di ceci in più potranno riconciliarci con la nostra esistenza dopo una giornata a spalare neve.
Spalare neve.
Serve una pala.
L’ideale sono le pale da neve, quelle fatte a forma di pala da bulldozer, che si possono utilizzare per aprire un sentiero nella neve dalla porta di casa al luogo nel quale desideriamo recarci.
La pila della legna da ardere, ad esempio.
Se marca neve, è una buona idea tenersi a portata di mano un extra di legna da ardere, se non per altro, per evitare lunghe marce sotto alle intemperie per prendere altro carburante per il camino o la stufa.
Mentre stiamo acquistando una pala dal nostro locale fornitore di ferramenta e articoli per la casa, agguantiamo anche un paio di pacchetti di fiammiferi (servono sempre) e qualche candela, oltre alle batterie minime indispensabili per la radio e per un paio di torce elettriche (la regola è avere almeno una torcia elettrica e una scatoletta con candele e cerini per ogni piano della casa).
Acquistiamo anche per pochi soldi un paio di ciabatte o due, da lasciare appena oltre la soglia – in modo da liberarsi delle scarpe inzaccherate appena entrati.
In casa, diamo una controllata alle tubature dell’acqua – sarebbe spiacevole se il freddo dovesse farle esplodere.
Mantenere l’acqua in circolazione spillando un bicchiere d’acqua ogni tanto dovrebbe bastare.
Poi, fintanto che il tempo regge, facciamo un salto in comune.
In primis, per ricordare ai gentiluomini che ci siamo anche noi, e che quando passeranno i bulldozer sarebbe bello se la nostra stradicciola privata non venisse lasciata indietro.
E poi perché, in caso di nevicate abbondanti, il comune spesso distribuisce sacchi di sale da gettare sulle strade per eliminare il ghiaccio.
Prendiamone un paio.
Sulla macchina, catene da neve, cavi per avviare la batteria scarica, ed una bottiglia di liquido antigelo per sbrinare il parabrezza.
Assicurarsi che il kit di prontosoccorso sia adeguatamente rifornito e contenga una coperta termica.
Un thermos nel quale trasportare qualcosa di caldo per i lunghi viaggi farebbe comodo.
Per sopravvivenza personale, tenere a portata di mano un plaid, una teiera e qualche biscottino…

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