Semina (con Luna crescente)
In semenzaio riscaldato: basilico, melanzana, peperone, pomodoro.
A dimora in coltura protetta (ma solo se non si verificano periodi molto freddi): ravanello, rucola, agretto.
Semina (con Luna calante)
In semenzaio riscaldato: lattuga cappuccio.
A dimora in coltura protetta: lattuga da taglio, radicchio, da taglio e da cogliere, valerianella.
Lavori (con Luna calante)
Preparazione del terreno: se asciutto spargere concime ricco di azoto. Preparare il terreno per gli impianti di fragola, concimare e sarchiare la carciofaia e l’asparagiaia. Interrare facelia, senape, spinacio e altre specie per la concimazione verde.

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29 Dicembre, San Davide Re.
Una buona occasione per festeggiare – perché non approfittarne?
E così sono andato nel miglior negozio di Nizza Monferrato e mi sono comperato una nuova teiera.
Quella che usavo a Torino non è sopravvissuta al trasporto, e quindi tutto questo ha quasi un valore simbolico.
Nuova casa, nuova teiera.
Ho optato per una Maxwell & Williams Infusion Teapot, rossa come il peccato e capiente abbastanza per sostenermi con tre tazze di infuso mentre smanetto al computer – mattino, pomeriggio o sera che sia.
Si tratta di una buona teiera in ceramica fine, con un capiente infusore.
Costa pochissimo, e fa il proprio dovere.
In fondo, è solo un onomastico.
[IKEA ha una teiera in pyrex molto economica e piuttosto attraente, in una sorta di style dieselpunk, ma il fatto che abbia un infusore in plastica mi lascia molto molto dubbioso - da cui la scelta della più tradizionale ed appena più costosa M&W]
Prossima operazione – un bel giro in cerca del minimo per rifornire il cassetto del té.
Non mi faccio troppe illusioni sui supermercati locali, ma per lo meno Earl Grey, Prince of Wales e Breakfast della Twinings dovrebbero essere facilmente reperibili.
E magari dell’Indian Chai – che temo troverò solamente in filtri.
Lentamente, torniamo alla civiltà.

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La temperatura si abbassa.
La notte passata, una spolverata di neve ha completato il quadro.
E se il paesaggio ci guadagna – e sarà divertente nel weekend farsi un giro con la macchina fotografica, scaldarsi diventa una priorità.
La prima regola dovrebbe sempre essere quelladi scaldare la persona e non l’ambiente – costa di meno mettere un maglione in più chenon far partire una batteria di radiatori elettrici.
Però ci sono dei limiti.
Ed il caminetto, situato strategicamente nella cucina/soggiorno, è economico, eco-sostenibile e, all’occorrenza, ci permette di cucinare alla brace.
Qualche avertenza.
Evitare se possibile i tronchi artificiali briquet e la diavolina per innescare il fuoco.
Oltre a diffondere in atmosfera una quantità di porcherie chimiche, potrebbero darci dei problemi qualora volessimo utilizzare la brace per cucinare, essendo impregnati di sostanze (tra le altre cose) vagamente cancerogene.
L’esca ideale per il fuoco sono rami e legnetti di piccole dimensioni, ben asciutti.
Project:greenify suggerisce di tenerli per una settimana in una scatola di cartone sopra ad un foglio di plastica, per farli asciugare bene.
Le pigne sono un’alternativa eccellente.
Attenzione a cassette e altri imballi, che potrebero essere impregnati di sostanze inadatte ad essere buttate nel fuoco.

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La temperatura è crollata, le previsioni dicono neve sopra i 400 metri… è ora di organizzarsi.
Da queste parti, una buona nevicata invernale vuol diure qualsiasi cosa da 10 centimetri a oltre mezzo metro di neve. Anche con tutta la buona volontà, quindi, il rischio è quello di restare imbottigliati per un paio di giorni.
Perciò: proviste.
Stccare il freezer di surgelati e fare scorta di scatolame a lunga conservazione.
Un paio di scatole di zuppa di ceci in più potranno riconciliarci con la nostra esistenza dopo una giornata a spalare neve.
Spalare neve.
Serve una pala.
L’ideale sono le pale da neve, quelle fatte a forma di pala da bulldozer, che si possono utilizzare per aprire un sentiero nella neve dalla porta di casa al luogo nel quale desideriamo recarci.
La pila della legna da ardere, ad esempio.
Se marca neve, è una buona idea tenersi a portata di mano un extra di legna da ardere, se non per altro, per evitare lunghe marce sotto alle intemperie per prendere altro carburante per il camino o la stufa.
Mentre stiamo acquistando una pala dal nostro locale fornitore di ferramenta e articoli per la casa, agguantiamo anche un paio di pacchetti di fiammiferi (servono sempre) e qualche candela, oltre alle batterie minime indispensabili per la radio e per un paio di torce elettriche (la regola è avere almeno una torcia elettrica e una scatoletta con candele e cerini per ogni piano della casa).
Acquistiamo anche per pochi soldi un paio di ciabatte o due, da lasciare appena oltre la soglia – in modo da liberarsi delle scarpe inzaccherate appena entrati.
In casa, diamo una controllata alle tubature dell’acqua – sarebbe spiacevole se il freddo dovesse farle esplodere.
Mantenere l’acqua in circolazione spillando un bicchiere d’acqua ogni tanto dovrebbe bastare.
Poi, fintanto che il tempo regge, facciamo un salto in comune.
In primis, per ricordare ai gentiluomini che ci siamo anche noi, e che quando passeranno i bulldozer sarebbe bello se la nostra stradicciola privata non venisse lasciata indietro.
E poi perché, in caso di nevicate abbondanti, il comune spesso distribuisce sacchi di sale da gettare sulle strade per eliminare il ghiaccio.
Prendiamone un paio.
Sulla macchina, catene da neve, cavi per avviare la batteria scarica, ed una bottiglia di liquido antigelo per sbrinare il parabrezza.
Assicurarsi che il kit di prontosoccorso sia adeguatamente rifornito e contenga una coperta termica.
Un thermos nel quale trasportare qualcosa di caldo per i lunghi viaggi farebbe comodo.
Per sopravvivenza personale, tenere a portata di mano un plaid, una teiera e qualche biscottino…

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Semine (luna calante)
A dimora, in serra: agretto, lattuga da taglio, radicchio da taglio, spinacio, valerianella.
Semine (luna crescente)
A dimora in serra (solo se non si prevedono periodi molto freddi): ravanello.
Lavori (luna calante)
Interrare le piante da sovescio (facelia e senape).
Eseguire le concimazioni di fondo. Se non è gelato preparare il terreno per le colture primaverili.
Lavorare i terreni argillosi per favorire l’azione strutturante del gelo-disgelo.

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Curiosi i meccanismi memetici che si incastrano nei nostri cervelli.
Ho ormai da settimane comunicato ad amici, conoscenti, colleghi e contatti vari che non mi trovo più a Torino, che ora vivo a Castelnuovo Belbo.
E così sto perdendo un sacco di posta e di visitatori, perché, a parte una piccola percentuale…
- ci sono quelli che mi cercano a Castelnuovo Calcea (la maggioranza)
- ci sono quelli che mi cercano a Castelnuovo Don Bosco (comunque una percentuale consistente)
- ci sono quelli che mi cercano a Santo Stefano Belbo (i più eccentrici, oserei dire)

Si tratta di località più famose, si dirà – per cui il cervello scatta in automatico, e a seconda che si sia memorizzata la prima o la seconda parte del nome, si commette un certo tipo di errore.
Lettere smarrite.
Persone che vagano disorientate per la campagna.
Certo è che, stando così le cose, Castelnuovo Belbo deve darsi una mossa, o i suoi quasi-omonimi lo cancelleranno dalle mappe più rapidamente degli accidenti ambientali e politici che ne hanno costellato la storia.

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Una passeggiata sotto ai portici di Nizza Monferrato, stamani, mi ha riservato una piacevole sorpresa.
Ben visibile nella vetrina di una libreria, fra decine di altri volumi dedicati al territorio circostante, si trova una copia di Tutto il Nero del Piemonte, antologia di racconti pubblicata nel 2007, la cui storia editoriale travagliata è più che compensata dall’indubbia qualità dei lavori offerti al lettore.
Grande il numero di scrittori che allignano fra le colline e le valli a cavallo fra Asti ed Alessandria.
È bello vedere che, nonostante tutto, Tutto l Nero del Piemonte è ancora in circolazione, e si rifiuta di scomparire.
Bello perché è un buon libro.
Bello perché ha segnalato l’esistenza di una comunità di autori attivi e ricchi di immaginazione.
Bello perché c’è il mio nome sulal copertina, insieme a molti amici e ad autori infinitamente più dotati del sottoscritto
(no… non ci credo veramente, ma che volete, per apparir modesti…)

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